Firenze romantica
Gianni Schicchi è il nome di un personaggio fiorentino che appare nel XXX canto dell’Inferno della Commedia di Dante, che solo a posteriori riceverà l’appellativo di Divina per risaltarne la sua qualità artistico letteraria. Sappiamo molto poco di Schicchi, a parte il fatto che viene messo all’Inferno per la sua leggendaria capacità di imitare e farsi passare per altre persone.

In qualche modo a Firenze, città natale di Dante e Schicchi, è difficile non sentirsi posseduti dagli spiriti di entrambi, mossi fino al sussulto dall’invincibile impulso lirico di natura ermetico-gnostica che si respira in ogni angolo della città dell’Arno attraverso, paradossalmente, il culto del lato più fisico della materia e il desiderio inconscio di vincere i limiti della maschera che ogni giorno ci portiamo appresso per convertirci in altri esseri con altissimo potenziale di avventura e possibilità.
Forse è proprio a causa di questo carattere mercuriale incarnato da Gianni Schicchi, che serve da perfetto memorandum sul carattere essenzialmente eclettico della nostra natura, questo appare solo in opere d’arte di spicco, tali come la poesia di Dante o la piccola opera del Puccini di cui un trittico in cui ogni componente fa le veci dell’allegoria della Commedia, porta il suo nome.
Il Gianni Schicchi di Puccini contiene quella che probabilmente è una delle canzoni più romantiche di tutti i tempi, O mio babbino caro, in cui Lauretta minaccia di suicidarsi gettandosi nel fiume dal Ponte Vecchio se il suo amore fosse invano. Non è strano che una canzone di questo tipo menzioni lo splendido ponte della città, famoso per i mercatini di gioielli, oro e artigianato e per la spettacolare vista che offre al tramonto.
Romantica anche in virtù della leggenda è la piazza di San Lorenzo, di cui si racconta che Dante vide Beatrice a uno dei mercati che si realizzavano normalmente nella piazza, quando ella aveva 9 anni, innamorandosi pazzamente con un colpo di fulmine. Probabilmente se la storia della cultura occidentale fosse stata diversa, non sarebbero arrivate a noi né la Commedia, né Gianni Schicchi.
Un altro splendido luogo, evocatore di tempi passati è il Giardino dei Boboli (http://www.museumsinflorence.com/musei/boboli_garden.html) dove ci si sentirà all’interno di un paese incantato. Estensione del conosciutissimo Palazzo Pitti, è probabilmente il miglior esempio di architettura civile rinascimentale che offre una delle migliori viste di Firenze, immersi in giardini curatissimi e fonti, tra cui la più ammirabile quella di Nettuno, cipressi, fiori, statue e addirittura un anfiteatro e un’isola artificiale circondata da un lago.
Alla fine i puristi del romanticismo non potranno non visitare la chiesa gotica di Santa Croce, dove al suo interno, oltre a splendidi tesori artistici, Stendhal soffrì nel 1817 della soffocante sindrome che prende il suo nome e che si arrischiano a soffrire tutti coloro che affittano uno degli appartamenti a Firenze








