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Dante Illustrato a Firenze

January 30, 2012 By: florenceblogger Category: Firenze

Fino al 26  febbraio si potrà visitare la mostra Dante Illustrato, presso la Sala del Camino della Galleria Uffizi di Firenze. La mostra, curata da Giorgio Marini, si sviluppa intorno a 64 fotografie scattate  per illustrare un’edizione della Divina Commedia del 1898. L’obbiettivo è ampliare il patrimonio fotografico del gabinetto, processo che ha avuto inizio nel 2002.

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L’edizione de La Divina Commedia Illustrata del 1898 ha caratteristiche molto particolari e moderne per l’epoca, per illustrare il testo furono utilizzate infatti delle fotografie  realizzate da Giuseppe Cremoncini che ritraevano alcuni aspetti della vita. L’opera venne pubblicata inizialmente a episodi e successivamente in un’edizione completa nel 1898. I negativi furono donati e conservati, il che ha permesso di arricchire il patrimonio fotografico.

Il compito di illustrare questa versione de La Divina Commedia portò Cremoncini a viaggiare per la Toscana e a far fronte a varie difficoltà , come  il mal tempo, percorsi intransitabili ed altri piccoli problemi, per raggiungere il suo obbiettivo. Senza dubbio la passione per l’opera di Dante gli fece superare ogni difficoltà pur di ottenere le migliori immagini per la massima opera del Rinascimento italiano. Giuseppe Cremoncini nacque a Firenze nel 1869, secondo figlio maschio in una famiglia appartenente alla borghesia locale. Lavorò soprattutto per gestire gli affari del padre, un terratenente molto noto nella regione. Fin da giovane si appassionò alla fotografia, quando ancora era un privilegio per pochi visti i costi che aveva questo passatempo. Nel 1897 un incidente con una lampada a gas mise fine alla vita di Cremoncini, aveva 28 anni.

Dante Alighieri nacque a Firenze intorno al 1265 ed è noto per essere considerato il padre della lingua italiana e per aver partecipato attivamente alle  lotte politiche del suo tempo, volte all’unificazione d’Italia. Scrisse importanti trattati di filosofia, letteratura e politica che lo misero nel mirino delle autorità per la sua visione sulla necessaria separazione dei poteri tra Chiesa e Stato. La sua opera massima fu la Divina Commedia, scritta in terzetti, in cui riassume la cosmogonia medievale.

Dante fu uno scrittore e poeta che rinnovò lo stile letterario cercandone uno proprio, lontano da ogni influenza, riuscendo a conseguire un linguaggio vivido, la cui ricchezza espressiva è data dalla mescolanza di elementi simbolici con personaggi storici, cui aggiunge la mitologia, per costruire una sintesi sulla storia dell’umanità dall’antichità  al medioevo.

Attraverso l’inferno, il purgatorio ed il paradiso Alighieri va tessendo un racconto sulla storia e la vita, in cui mette i personaggi in uno spazio o nell’altro a seconda delle loro caratteristiche, come castigo o premio per i loro comportamenti terreni. Per maggiori informazioni:  http://www.uffizi.firenze.it/en/mostre/mostra.php?t=4ec5bbbff1c3bcec13000000

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Un gran posto dove passare i primi mesi del 2012 è appartamenti a Firenze dove potrà godere della ricca offerta culturale di questa bella città.

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Christian Hoehn a Firenze

December 30, 2011 By: florenceblogger Category: Firenze

Se vi considerate amanti delle metropoli, dell’architettura, della fotografia e, soprattutto, se vi piacciono le opere d’arte ispirate alle grandi città, fino al 7 gennaio nella Sangallo Art Station c’è una mostra che vale la pena visitare. Si tratta di “Megacities”, del fotografo tedesco Christian Hoehn (Bayheruth, 1968). In questa serie di opere l’artista ci regala circa trenta diverse prospettive delle più grandi città del mondo, da Dubai a Buenos Aires, passando per Sao Paulo, Monaco, Shangai, Chicago, Seoul, Parigi… Fin qui niente di particolarmente nuovo. Ma l’estremo interesse della proposta di Hoehn è da ricercare nel grande formato dei lavori e nella scelta dei supporti.

christian <b>hoehn</b> firenze

Ogni immagine si trova racchiusa in un monumentale “lightbox”, di notevoli dimensioni (2 x 1,5 m). Grazie alla stampa retroilluminata, ottenuta attraverso il processo Diasec, le fotografie acquistano una luminosità intensissima, abbandonando lo status di fotografia per avvicinarsi agli oggetti che rappresentano; e così, le minuscole finestre illuminate dei grattacieli di New York prendono vita, ed ogni immagine ci regala la sensazione di entrare all’interno di essa.

D’altra parte, la decisione di mostrare una serie fotografica di metropoli in una città così marcatamente tradizionale come Firenze costituisce una sfida interessante. L’artista, infatti, è affascinato dai contrasti, e vuole affiancare situazioni antitetiche per osservare l’effetto che si produce negli spettatori, le loro reazioni. Firenze, città spiccatamente rinascimentale e in cui l’arte contemporanea –almeno nelle sue forme più sperimentali- non ha ancora trovato completamente il suo spazio, inizia così la sua riflessione sui centri urbani di dimensioni estreme, dove si modifica non solo l’architettura, ma anche la forma di rapportarsi degli individui.

Il punto di vista di Hoehn mette in evidenza gli elementi di continuità e quelli di rottura in relazione all’idea di città, e della sua evoluzione nel tempo. Propone, inoltre, una riflessione sulla scomparsa della distinzione storica tra paesaggio rurale e paesaggio urbano. La città, infatti, non si ferma: come un organismo urbano in continua espansione continua la sua evoluzione, attraendo sempre più persone, attività, relazioni, e nutrendosi di esse, crescendo con loro. Hoehn non vuole trasmettere la sensazione di un fenomeno incontrollabile e negativo, al contrario ci mostra una certa armonia nello sviluppo delle forme urbane, in cui progresso e la tecnologia acquisiscono una connotazione positiva, grazie a un’attitudine positiva che ci offre una nuova speranza di fronte alle catastrofi che hanno caratterizzato il mondo negli ultimi mesi.

“Megacities” sarà aperta fino al 7 gennaio presso la Sangallo Art Station (Via Frà Giovanni Angelico 5r). Per maggiori informazioni potete visitare il sito web ufficiale dell’artista: www.christianhoehn.de


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Quindi, se vi trovate a Firenze, non perdetevi questa mostra! Vi consigliamo di affittare appartamenti a Firenze e di venire a osservare il contrasto tra la città che vi circonda e la rappresentazione artistica della metropoli.

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Le macchine di Da Vinci a Firenze

December 22, 2011 By: florenceblogger Category: Firenze

La tecnologia che ci supporta in questo periodo non può assolutamente essere paragonata a quella esistente 500 anni fa. Probabilmente si tratta di un pensiero ovvio, ma parto da qui per sottolineare che il concetto di tecnologia è sempre esistito in tutte le epoche, dall’era del fuoco e della ruota fino allo sviluppo delle prime armi e veicoli di trasporto, per arrivare alle navi speciali e a facebook. Ogni epoca viene identificata con la tecnologia che utilizza e che sviluppa con il passare del tempo. La tecnologia rimane a testimonianza dello sviluppo culturale dell’umanità, nonostante le contraddizioni dei singoli uomini e delle loro invenzioni. I geni sono tuttavia necessari, visto che apportano soluzioni importanti alle nostre vite. Leonardo da Vinci fu, senza ombra di dubbio, precursore di una vasta conoscenza.

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Nella vita quotidiana siamo pieni di oggetti e consuetudini legati alla tecnologia che, soprattutto, ci serve per comunicare. La quasi “onnipresenza” resa possibile dalle reti sociali in settori comunicativi tanto ampi, dalla trasmissione di video, immagini e testi fino all’invio di informazioni a distanza inimmaginabile in tempo reale, ci fanno ogni volta più partecipi del corso della tecnologia che interessa le nostre vite in prima persona. Che lo crediate a no, i nostri corpi e le nostre menti si condizionano ai nuovi oggetti prodotti, e in questo modo la vita sembra essere più pratica, forse più redditizia o utile. E il rischio è per esempio nel lasciare che la tecnologia si impossessi di noi. Il futuro sta già scritto in molti film e romanzi.

Leonardo Da Vinci fu senza dubbio uno degli scrittori del futuro contemporaneo. Uno di quegli scrittori di tale portata che l’analisi della sua opera e della costante ricerca di nuovi oggetti e strumenti, diventa essenziale per comprendere la visione del futuro o del desiderio di futuro che si aveva in passato. Dai mezzi per volare ai sottomarini o macchine da guerra per arrivare fino ai diversi studi condotti sul corpo umano, compreso il suo carattere già allora vegetariano, con dignità e rispetto nei confronti di tutti gli animali, tutto lo farebbe apparire come un personaggio moderno. L’impatto di molte delle sue invenzioni è evidente se si considera che molte delle sue invenzioni le utilizziamo oggi. È difficile immaginare che cosa avrebbe pensato Leonardo dello sviluppo della nostra tecnologia, ma probabilmente ne sarebbe rimasto terrorizzato.

Per conoscere di più sulla sua straordinaria opera e sul suo influsso sulla tecnologia moderna, visita la Galleria Michelangelo di Firenze, la quale può vantare la collezione privata più grande delle macchine costruite dal grande Leonardo. I prezzi sono relativamente economici e si possono effettuare visite per gruppi. Inoltre Firenze presenta alcuni dei migliori musei d’Europa, punto essenziale per comprendere il Rinascimento e la cultura contemporanea. Per ulteriori informazioni visita la seguente pagina web: http://www.macchinedileonardo.com/

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Prendete in affitto appartamenti a Firenze e scoprite un po’ di più della sua straordinaria storia, nonché la vita e le opere del grande Leonardo Da Vinci.

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Pete Wheeler a Firenze

December 07, 2011 By: florenceblogger Category: Firenze

Chi si troverà a Firenze dal 17 dicembre non potrà perdersi la mostra “Paths of the Destroyer”, del giovane artista neozelandese Pete Wheeler. Si tratta della sua prima mostra personale in Italia e verrà ospitata dalla Galleria Poggiali e Forconi, uno spazio d’arte che, ancora una volta mostra la sua vocazione internazionale. Di fatto, questa nuova proposta arriva dopo un ampio ciclo di mostre che ha visto la partecipazione di Youssef Nabil (Egitto), Patti Smith (Stati Uniti) e del giovanissimo artista inglese Thomas Gillespie.

pete <b>wheeler</b> firenze

L’inaugurazione della mostra di Pete Wheeler (www.petewheeler.co.nz), curata dal commissario italiano Lorenzo Bruni, avrà inizio alle ore 18:00 e finirà verso le 21:30. La galleria si trova Via della Scala 35/A e i suoi orari di apertura sono dal martedì al sabato, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:30 alle 19:00 (lunedì chiuso). L’ingresso alla mostra è gratuito.

Pete Wheeler fu scoperto dalla Poggiali y Forconi durante l’importante fiera d’arte contemporanea di Basilea (2011). L’artista, che vive e lavora a Berlino, ha accettato l’offerta di esporre in questo spazio e si è dedicato alla realizzazione di una serie di opere realizzate appositamente per questa sua prima esposizione individuale in Italia. L’intenzione comune a tutte le opere che verranno esposte a Firenze è quella di creare un’atmosfera speciale, una suggestione, una evocazione ottenuta mediante l’utilizzo di tecniche differenti, che vanno dalla pittura al disegno, passando per la scultura. Si tratta di 15 tele in formato grande rappresentanti scene figurative e le cu immagini nascono da un forte conflitto tra le parti di luce e le oscurità dipinte nelle tele. Così, grazie all’impatto generato dal colore, si creano paesaggi surreali e onirici.

Fino a ora Pete Wheeler utilizzava nelle sue opere pittoriche immagini molto conflittuali e aggressive, affascinato dalle relazioni tra mass media e propaganda politica (soprattutto lo interessava l’estetica della Germania nazista e del fondamentalismo islamico). In questo modo Wheeler esprimeva la sua coscienza sociale e politica, ponendo l’accento della sua pittura sui conflitti delle società contemporanee.  Tuttavia in occasione della sua mostra in Italia la sua investigazione pittorica si arricchisce di una riflessione ontologica. Cosa sono i “Paths of the Destroyer”? Pete Wheeler risposta “È una piccola parte di qualcosa di più grande, un pluralismo che tu stesso devi riconoscere”.

L’artista nacque a Geraldine nel 1978 e visse a Dunedin tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000. Laureatosi in Belle Arti presso il Politecnico di Otago, ha già realizzato 15 mostre personali in Nuova Zelanda, Australia, Stati Uniti ed Europa.

Quindi, se ti trovi in Italia durante il periodo di esposizione di questa mostra, non mancare di prendere in affitto appartamenti a Firenze e venire a conoscere l’opera di questo importante artista emergente. Ti piacerà!

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Festival Dei Popoli 52 a Firenze

November 11, 2011 By: florenceblogger Category: Firenze

Il genere documentario conta oggi come oggi il maggior numero di seguitori, sia in Europa che in Asia, Africa e America. In questo periodo il documentario filmato sta realizzando un lavoro di revisione e re-interpretazione estremamente importante ed interessante, che comprende sia questioni storiche e di genere, politiche, economiche, sia la questione di come ritrarre personaggi, situazioni, eventi e spazi fondamentali per una comprensione molto più dinamica dell’attuale società contemporanea. In tempi di crisi, quando la globalizzazione è giunta a livelli allarmanti, ma anche tempi di ¨contaminazione¨estetica, ideologica e politica, il documentario scioglie la matassa dei diversi movimenti attraverso cui la cultura contemporanea sta passando in questo momento. Quindi la portata di un documentario supera la regione o il contesto di cui parla, e tocca problematiche globali, a cui tutto il pubblico partecipa, e che vengono ovviamente anche rielaborate, questionate, prodotte allo stesso modo.

festival dei populi florencia

Riconosciuto come uno dei festival più importanti d’Europa, il Festival dei Popoli rappresenta un’interessantissima opportuntà per entrare in contatto con alcune nuove proposte cinematografiche che vengono realizzate attualmente nel circuito internazionale. Il Festival dei Popoli esplora nuovi territori all’interno del genere documentario: documentari di ricerca, cross-over in cui i generi si mescolano e si diluiscono, sperimentali. Questo festival espande le frontiere del genere documentario, e allo stesso tempo esplora i risultati degli incontri e dei dialoghi, e della ¨contaminazione¨tra film di diverso genere come l’animazione, la fiction e i video sperimentali. Questo evento vuole essere come un ¨laboratorio aperto¨, con speciale enfasi sui giovani registi e sulle espressioni più creative nella produzione attuale di documentari.

All’interno della mostra verrà realizzata una retrospettiva sull’autore catalano Isaki Lacuesta. Questo regista ha già all’attivo 24 opere, che vanno dai largometraggi ai brevi documentari, tutti molto apprezzati. Questa sarà la prima retrospettiva a lui dedicata in Italia. Tra i film che saranno proiettati troviamo ¨Il quaderno di fango¨ e ¨I passi doppi¨. Un’altra opera di questo autore che merita di essere menzionata è ¨La notte che non finisce¨, un intrigante omaggio all’attrice Ava Gardner e al suo amore per la Spagna.

Il genere documentario si rafforza sempre più, e questo Festival dei Popoli numero 52 ce lo conferma. Se senti curiosità per il cinema contemporaneo, per le sue nuove tecniche e le possibilità di sperimentazione dietro e davanti alla telecamera, non perderti questo festival a Firenze, che promette benissimo. Per maggiori informazioni, date, biglietti, e per la lista completa dei film che verranno presentati e dei loro registi, visita la seguente pagina web: http://www.festivaldeipopoli.org/

 

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Trova appartamenti a Firenze ed entra a far parte di questo fantastico festival, che è già arrivato alla sua edizione numero 52. Goditi Firenze e le sue graziose strade, ed il miglior cinema documentario contemporaneo.

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Bob Dylan e Mark Knopfler a Firenze

November 07, 2011 By: florenceblogger Category: Firenze

In un’intervista concessa nel 1988, Leonard Cohen ha proposto uno dei ritratti più intelligenti della figura di Bob Dylan — che suonerà al Foro Nelson Mandela a Firenze (http://www.mandelaforum.it/notizie.php?ID=483) il prossimo 11 novembre — mai fatti. Cohen metteva a confronto il mondo della musica con quello della pittura e sosteneva che il genio di Dylan e l’importanza che la sua figura riveste nel mondo dell’arte possono essere comparati solo a quelli di Picasso in quanto all’esuberante talento, alla quantità di campi esplorati e la incomparabile, colossale e quasi mostruosa capacità di incorporare il retaggio della storia alla sua arte. Dall’altro si lamentava del fatto che la critica musicale continuasse a essere ancorata a un punto di vista meramente figurativo che gli impediva di apprezzare l’arte di Dylan come cantante (il suo incommensurabile talento come compositore di canzoni, musica e testo, è stato sempre evidente senza alcuna sorta di dubbio).

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Questo ritratto appare nel famoso libro in due volumi di Paul Williams, Bob Dylan Performing Artist, la sterminata bibliografia dedicata all’enigmatico artista del Minnesota. È difficile parlare di Dylan, innanzitutto perché è difficile dire qualcosa che non sia già stato detto sulla sua figura. La sua influenza sulla musica popolare è stata talmente importante, i suoi sessant’anni di carriera in due secoli diversi mettono un po’ in soggezione chiunque tenti ad avvicinarsi alla sua figura con un’opera descrittiva. Dall’altro lato Dylan è un personaggio impenetrabile e misterioso a cui ci si riesce ad avvicinare in modo poliedrico e frammentario, come sempre si è proposto lui al pubblico, imponendo la ricchezza delle sue molteplici e a volte incomprensibili maschere. Non è forse questa una delle migliori virtù di I’m Not There, il fantastico film di Todd Haynes realizzato circa quattro anni fa?

Il libro di Williams è affascinante perché esplora brillantemente questo mistero con una prosa precisa che entusiasma. Esplora l’opera di Dylan non solo attraverso le registrazioni ufficiali, ma anche attraverso una serie di registrazioni della sue innumerevoli performance e si convince del fatto che il meglio dell’opera di Dylan è stato fatto fuori dalle sale di registrazione, nei concerti dal vivo che la vincola al valore spirituale sempre associato alla musica e all’arte drammatica.

Famosa, sconcertante e stupefacente risulta la magica figura artistica di Dylan che suona la stessa canzone due volte allo stesso modo; il che converte i suoi concerti non sono in eventi emozionanti, ma che propongono questioni essenziali relative alla natura dell’arte, dell’artista e del pubblico.

 

 

 

 

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In questo grandioso tour europeo Bob Dylan si fa accompagnare dalla potente band con cui ha lavorato ultimamente e dal grande Mark Knopfler, responsabile dell’inconfondibile chitarra di Infidels, uno dei migliori album di Dylan. Non perdetevi questa opportunità e affittate uno degli appartamenti a Firenze per andare a vedere il concerto dell’anno.

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Il fiammante Museo Gucci a Firenze

November 03, 2011 By: florenceblogger Category: Firenze

Che l’artista nordamericano Bill Viola basi una delle sue più recenti installazioni, Going forth by day, sul Libro egizio dei morti, esplorando ancora una volta il viaggio che va dalla nascita alla morte attraverso una serie di suoni e proiezioni ipnotiche ed indimenticabili, difficilmente potrà sorprendere chiunque sia minimamente familiarizzato con il suo lavoro straordinario. Vi raccontiamo sia la storia della firma che lo spazio dove avrà luogo l’esposizione, il Palazzo della Mercanzia della sua idolatrata Firenze, e potrebbe sorprendere qualcuno il fatto che l’opera serva per inaugurare le sale d’arte contemporanea del nuovo museo Gucci (http://www.gucci.com/us/worldofgucci/mosaic/think_forever/gucci_museo), aperto il 28 Settembre come celebrazione del novantesimo compleanno della famosa marca italiana.

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E, non potrebbe essere altrimenti se consideriamo il percorso di una delle grandi firme della moda del XX secolo, si tratta di un luogo singolare che, in curiosa e significativa sintonia con l’attività di mecenatismo artistico rinascimentale che la città celebra, illustra e ricorda in questi giorni con la magnifica mostra di Palazzo Strozzi Denaro e bellezza. I banchieri, Botticelli e il falò delle vanità, osserva una politica secondo la quale tre dei sei euro del prezzo d’ingresso sono destinati a un fondo dedicato a preservare e restaurare il patrimonio artistico fiorentino.

Il Palazzo della Mercanzia, sede degli uffici di Gucci fino solo a tre anni fa, nei piani superiori è anche sede di una mostra permanente dell’archivio Gucci, che ci permette di ripercorrere, in un dialogo continuo tra passato e presente, i novant’anni di storia della firma, celebrati durante l’ultima Settimana della Moda di Milano con un totale successo della nuova collezione, ispirata, sebbene Gucci non ammette che sia qualcosa di intenzionale, proprio agli anni Venti del secolo scorso, epoca in cui fu aperto il primo negozio.

Uno dei meriti indiscutibili di Gucci sembra sia sempre stata la sua capacità di adattarsi alle circostanze. Non era facile pronosticare che, quando nel 1921 Guccio Gucci tornò da Londra, dove aveva lavorato nel lussuoso Savoy—autentica icona dell’art-decó britannica— e mise in piedi a Firenze il suo primo negozio di oggetti in pelle elaborati artigianalmente, il nome Gucci sarebbe diventato uno dei punti di riferimento inossidabili della moda del XX secolo, e nemmeno che, raggiunta una fama considerevole ai tempi di Mussolini, sarebbe stato capace di superare la carenza di materiali stranieri causata dalla dittatura e dalla guerra sostituendo il cuoio con il lino, il vimini e sopratutto il bambù, visto che fu proprio la borsetta di bambù disegnata nel 1947 l’articolo che consolidò definitivamente lo status di Gucci come marca preferita delle élites del glamour.

 

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La vivacità dello stilista Tom Ford nel 2004, responsabile del brillante risorgimento di Gucci negli anni Novanta, rappresenta l’ultima grande sfida. Un avvicinamento al mondo del lusso con un’aria più bohemienne e l’apertura di questo stupendo museo sembrano essere le sue risposte. Non tralasciare di visitarlo quando affitti appartamenti a Firenze

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Convegno di Tatuaggi 2011 a Firenze

October 28, 2011 By: florenceblogger Category: Firenze

Tatoo 2011 è uno dei convegni più straordinari del mondo, e si svolge a Firenze il 4, 5 e 6 Novembre, riunendo 280 artisti mondiali del tatuaggio per confrontare le nuove tendenze di questa pratica e discutere sulla filosofia di coloro che decidono di fare del proprio corpo un supporto per l’arte.

convegno tatuaggi

Quest’anno l’organizzazione ha scelto come luogo dell’incontro Fortalezza da Basso, sito storico che fu la principale fortificazione del XIV secolo, in cui si trova il centro dell’evento usato per le attività dal respiro internazionale.

Il tatuaggio è stato impiegato come elemento rituale fin dalle civiltà ancestrali. La parola ¨tatuaggio¨ è così antica che se n’è persa l’origine. Alcuni studi parlano di ascendenze polinesiche con riferimento alla termine ¨colpire, che si riferiva alla pratica di fare un tatuaggio o un’incisione sulla pelle picchiettando due ossa e generando così il suono tau-tau. In latino tatuaggio è estigma, assimilando il significato di marchio come castigo, come marchio di proprietà su uno schiavo o su un criminale.

I tatuaggi più antichi scoperti fino ad ora sono quelli delle mummie dell’epoca neolitica. Nel 1991 se ne trovò una in un ghiacciao con la schiena e le ginocchia tatuate. Bisogna citare anche la scoperta della sacerdotessa egizia Amunet, incaricata di adorare Hathor, la dea della fertilità e dell’amore.

Passando a epoche più recenti, sebbene non troppo, fu il capitano Cook, nel 1771, a portare il tatuaggio in Occidente come conseguenza dei suoi viaggi in Polinesia, stabilendo questa cultura tra i marinai. Persino il padre del Re Juan Carlos di Spagna, don Giovanni di Borbone, aveva sull’avanbraccio destro un tatuaggio che si era fatto fare seguendo la tradizione della Marina Reale Inglese dove era stato arruolato.

Questo ci fa capire quanto il tatuaggio faccia parte della vita, sia per i plebei che per le classi più elevate, a tutti piacerebbe portare un simbolo indelebile sulla pelle per sedurre o semplicemente per adornare la parte del corpo preferita.

Non dobbiamo quindi stupirci del rinvigorimento della cultura del tatuaggio nella società contemporanea, non è inusuale che in società così uniformate si usi il tatuaggio per segnare una differenza, per definirsi e darsi un marchio d’identità.

Oggigiorno la tecnica e i gusti si sono raffinati sempre più, e ormai si necessita un macchinario ed esistono veri e propri grandi artisti scultori di corpi che imprimono il proprio marchio personale ai tatuaggi che realizzano, riconoscibili come opere, allo stesso modo in cui un esperto riconosce un Picasso. Per questa ragione tali convegni rappresentano un vero e proprio incontro d’arte, e poiché il tatuaggio è connesso alla cultura rock anche la musica sarà presente per accompagnare questo grande evento.

Per maggiori informazioni: www.florencetattooconvention.com



 

 

 

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Se ami i tatuaggi e ti piacerebbe saperne di più sulla loro filosofia e sulle nuove tendenze, vieni a passare qualche giorno incredibile negli appartamenti a Firenze e visita il Quarto Convegno Firenze Tatoo 2011.

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A Firenze l’iniziativa Tra Cielo e Terra

October 19, 2011 By: florenceblogger Category: Firenze

Il Museo Marino Marini ed il Palazzo del Tau propongono un’interessante iniziativa dedicata agli amanti dell’arte che vogliono però anche compiere una buona azione.

tra <b>cielo</b> <b>e</b> terra

L’evento in questione è “Tra Cielo e Terra” e si terrà tra il 23 ed il 27 ottobre nella bellissima sede della Fondazione Marino Marini, da sempre attiva nelle iniziative di carattere sociale.

Si tratta della prima edizione di questo evento, ancora in fase sperimentale che si propone di sensibilizzare il mondo dell’arte su importanti temi sociali. L’evento si svolgerla simultaneamente a Firenze, Bologna e Torino e propone tre aste di beneficenza condotte dalla prestigiosa casa d’aste Christie’s.

Le opere in questione sono state donate dagli artisti e dalle gallerie d’arte contemporanea che hanno aderito alla causa e selezionate da un comitato scientifico.

Tra gli artisti che partecipano all’iniziativa ci sono diversi personaggi famosi, come per esempio Gabriela Basilico, uno dei fotografi milanesi più famosi a livello internazionale, o Maurizio Cannavacciuolo (Napoli 1945) attivo sulla scena artistica internazionale dalla fine degli anno 70 e che attualmente vive e lavora a Roma, o Marco Garofano, giovane fotografo milanese (1976) che iniziò a lavorare nel mondo della moda e della pubblicità per poi dedicarsi quasi esclusivamente alla fotografia sociale, o Flavio Favelli (Firenze 1967). All’evento parteciperà anche l’artista cinese Linyuan Wei ch attualmente vive e lavora in Italia.

I fondi raccolti saranno destinati alla Fondazione Paideia Onlus che si dedica alla promozione della solidarietà mondiale attraverso la cultura e l’ar6te. Il Museo, sede dell’evento, è dedicato al grande scultore Marino Marini ed oltre a conservare le opere dell’artista, promuove nuovi progetti artistici. La collezione permanente del Museo conserva 183 opere di Marini, realizzate tra il ,  1901 ed il 1980, oltre a disegni e dipinti di epoche anteriori.

 

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Per non perdervi “Tra cielo e terra” “Entre cielo y tierra” affittate appartamenti a Firenze

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Denaro e bellezza, mostra a Firenze

September 23, 2011 By: florenceblogger Category: Firenze

Fino al 22 gennaio del prossimo anno Palazzo Strozzi a Firenze esibirà le opere principali dei pittori del Rinascimento italiano con la mostra Denaro e bellezza. Banchieri, Botticelli e il rogo delle vanità. La mostra, curata da Ludovico Sebregondi, esplora la relazione tra arte e processi di trasformazioni politiche, economiche e sociali del Rinascimento e la nascita della borghesia.

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Attraverso Botticelli, Luca e Andrea della Robbia, Beato Angelico, Piero del Pollaiolo e Lorenzo di Credi si delinea la storia e la nascita di una classe sociale e le relazioni tra i finanziamenti di questa classe e lo sviluppo delle arti, il quale diede vita a una delle epoche più brillanti della creazione artistica.

Già nel secolo XIII esisteva l’istituzione bancaria a Firenze, Genova e Siena. Anche se si trattava ancora di forme rudimentali di commercio, scambio e prestiti,  era già la premessa di quelle banche che si svilupperanno con maggior forza a partire dalla metà del 1400, in seguito all’espansione del commercio.

A Firenze ai banchieri si univano anche gli esattori, tra i quali figurano le famiglie Acciaioli, Bardi, Peruzzi, Ugolini, Anguissola e i Medici, coloro i quali riuscirono a ottenere in assoluto più influenza politica. Alla fine del secolo XIV i Medici controllavano la principale banca europea e affari di dubbio rango a Firenze. Infine, dopo aver sconfitto politicamente gli Albizzi, la famiglia dominerà la scena per tre secoli. Tra le istituzioni riconosciute per le attività bancarie esercitate figura Monte Vecchio.

La nascita del Rinascimento si contestualizza a Firenze e Siena, per poi estendersi a Roma e da qui a tutta Europa. I nuovi poteri che si concentrano nelle mani dei padroni del denaro influenzano enormemente lo sviluppo artistico, visto che molti dei pittori, scultori e architetti del tempo saranno i costruttori e i decoratori di ville di questi personaggi.

Anche se questa relazione instauratasi tra i banchieri e le famiglie ricche da una parte e gli artisti dall’altra parte riesce a creare maggiore libertà di sperimentazione di nuove correnti pittoriche o architettoniche, è pur vero si crea una situazione in cui le tendenze e i gusti vengono replicati dai vari seguaci. È il caso di Sandro Botticelli, il pittore preferito dai Medici, il quale realizza per Pier Francesco de Medici le sue migliori opere: La Primavera, La nascita di Venere e Pallade e il Centauro.

La mostra mette a nudo la relazione sempre esistita tra l’arte e il denaro, che durante il Rinascimento si realizza attraverso il mecenatismo dei banchieri, i quali cercano nell’arte un modo per trascendere.

Per informazioni: http://www.palazzostrozzi.org/Sezione.jsp?idSezione=594

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Mostra interessante, in grado di illustrarci la storia in modo originale. Se pensate di trascorrere alcuni giorni a appartamenti a Firenze non perdete questa splendida mostra organizzata presso la Fondazione Palazzo Strozzi.

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